
In Ticino, negli ultimi trent’anni, il mondo dello sport ha mostrato una particolare attenzione nei confronti di persone diversamente abili, organizzando eventi che tendessero verso una maggiore integrazione di coloro i quali devono affrontare quotidianamente problemi di carattere motorio.
“solidarietà sopra ogni cosa,ma anche amore per
la disciplina e impegno"
Una menzione speciale va a Milly Moser, istruttrice di nuoto per disabili, che nel 1979 spronò un gruppo di atleti a fondare il Gruppo Paraplegici Ticino. Lo scopo iniziale era quello di promuovere la competizione sportiva nell’ambito di gare tra persone affette da handicap. Successivamente il Gruppo Paraplegici Ticino si è battuto anche su altri fronti, in particolare su quello giuridico e su quello architettonico. Nel 1993, infatti, il GPT è entrato a far parte dell’Associazione Svizzera dei Paraplegici, costituendosi come sezione e promuovendo costantemente l’integrazione dei para-tetraplegici, provando ad abbattere tutte quelle barriere istituzionali fondate su pregiudizi e mancanza di interesse nei confronti di questo problema.
Gli scopi del GPT sono dunque i seguenti:
• Promuovere l’amicizia e la solidarietà tra i membri.
• Difendere i diritti di persone affette da para e tetraplegia.
• Sostenere l’Associazione Svizzera dei Paraplegici.
• Condividere con altri enti gli stessi scopi, aiutandosi e sostenendosi a vicenda.
Per raggiungere gli obiettivi elencati, il GPT si occupa di organizzare manifestazioni sportive, oltre ad agire in campo architettonico e giuridico. Attualmente al GPT aderiscono come membri attivi circa 180 persone: para e tetraplegici, poliomielitici, amputati e persone con altre lesioni fisiche. Accanto al GPT abbiamo monitori, allenatori, giudici di gara e aiutanti che si prodigano per il corretto svolgimento delle manifestazioni, fornendo il loro appoggio professionale e umano senza limiti di sorta. Oltre a questi vanno segnalati anche duecento ulteriori sostenitori, che attraverso il loro contributo morale ed economico permettono lo svolgimento delle attività previste dal GPT.
In conclusione possiamo dire, senza moralismi, che forse è proprio questo lo spirito che dovrebbe aleggiare in ogni competizione sportiva: la solidarietà sopra ogni cosa, ma anche l’amore per la disciplina e l’impegno, che indipendentemente dai risultati può consentirci di superare ogni tipo di difficoltà, anche le più ardue.







